Da Visitare

Chiesa parrocchiale “Santa Caterina d’ Alessandria d’ egitto Vergine e Martire” (Bovalino Superiore)

Nel Borgo della Gurnaccia costruita nel 1587 su volere di S.E.Mons. Ottaviano Pasqua, vescovo di Gerace, si festeggia nell’ ultima domenica di Luglio la Madonna del Carmine.


Chiesa “Santa Maria delle Grazie e del SS.Rosario” (Bovalino Superiore)

Nel borgo dello Zopardo, edificio fondato nel periodo Angioino secolo XV, di cui il particolre pregio è il portale gotico in pietra tufacea dura, dichiarato monumento nazionale.

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Chiesa Matrice “Santa Maria della Neve e San Nicola di Bari” (Bovalino Superiore)

Nel Borgo -Castello, costruita nel 1525 dal nobile napolitano Giovan Francesco Pignatelli, contenente due altari lignei appartenuti al convento di Santa Maria del Gesù, la Statua in marmo della Madona della Neve del 1524, la statua lignea del 1752 dell’ Immacolata Concezione e un altorilievo della Madonna  col Bambino del 1540, acefalo in quanto sfigurato dai turchi in una loro incursione. Il piano inferiore è la chiesa protopapale di San Nicola del X secolo, contenete un tempo le catacombe.

 

 

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Madonna della Neve

 

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Chiesa Matrice (interno)

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Chiesa Matrice (esterno)

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Madonna col Bambino “acefalo in quanto sfigurato dai turchi”.


Castello Feudale di Mocta Bubalina (Bovalino Superiore)

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Del XII secolo, fatto costruire dal Gran Conte Ruggero d’ Altavilla, detto il Normanno, facente parte del sistema difensifo calabrese di 17 castelli reali posti a difesa della regione, ristrutturato dall’ Imperatore federico II dopo il terrremoto del 1222 e dato assieme al feudo bovalinesi come Reggio Demanio prima alla famiglia Conclubet, poi ai Ruffo di Calabria, venduto dal Re di Napoli assieme al feudo e passato nel ‘500 ai Conti Marullo, nel ‘600 ai loffredo-Orsini, ai del Negro, agli Spinelli principi di Tarsia, ai Caracciolo principi di Marano e per ultimo nel 1719 ai Pescara Diano duchi di Calvizzano, Saracena e Bovalino.


Museo d’ Arte Sacra (Bovalino Superiore)

E’ ospitato nella cripta della chiesa Matrice, i tre espositori al centro della sala, custodiscono candelieri e croci in legno e ottone: calici, pissidi, navicelle e incensieri, corone della statua della Madonna del Rosario e ostensori in Argento e il reliquiario in ottone dorato del 1692 dono di Francesco Pescara Diano, duca di Bovalino, pezzo importante per originalità stilistica, l’ egregia fattura e per i significati religiosi e misterici in quanto custodisce ben 126 preziose e rare reliquie, di santi, della Beata Vergine Maria e della vita di Gesù Cristo, e le corone della statua settecentesca della Vergine Immacolata. Inoltre le due campane della chiesa del Rosario che suonarono a festa al ritorno dei valorosi bovalinesi dopo la partecipanzione con la nave del Conte Marullo alla Battaglia di Lepanto del 7 ottobre del 1571 ed in segno di pericolo la sera dell’ 8 settembre 1594 quando la cittadina bovalinese venne attaccata, incendiata e distrutta dai turchi, giorno ricordo come “il miracolo dell’ Immacolata” che salvò in parte il paese spegnendo il fuoco con la pioggia. Tra le tele custodite ricordiamo 2 l’ Adorazione dei Magi ” del XVII secolo attribuita a Guido Reni appartenuta al convento francescano di Santa Maria del Gesù, ” Il martirio del Beato Camillo Costanzo ” e ” Santa Filomena ” della fine del XIX secolo, è ” La Madonna del Sedile ” del secolo scorso. Fanno bella mostra di se la statua lignea di Santa Filomena scolpita nel 1843 dai fratelli Morani, e quella di San Nicola di Bari contitolare della Chiesa Matrice, oltre ad alcuni abiti finemente decorati in seta e oro della Madonna del Rosario e di quella del Carmine e ai paramenti sacri in uso agli inizi del secolo scorso. Parte degli oggetti in Argento sono stati donati nell’ 800 alla chiesa da storiche famiglie bovalinesi come i Ruffo, I Calfapetra, e gli Spagnolo, ed ancora oggi il museo s’ arricchisce di donazioni che così permettono alla comunità tutta di visionare opere religiose stupende rimaste altrimenti nel “buio” di case private.


 

 Beato Camillo Costanzo (Bovalino Superiore)

Nacque a Bovalino Superiore nel 1572 da famiglia benestante proveniente da Cosenza; crebbe in ambiente molto religioso trascorrendo serenamente infanzia e giovinezza sia per la bontà del suo carattere che per l’agiatezza della sua famiglia. Studiò inizialmente lettere, frequentando Diritto Civile a Napoli. Partecipò con le milizie di Ambrogio Spinola all’assedio di Ostenda, nelle Fiandre, dove si combatteva contro il protestantesimo. Ma l’8 settembre 1591, sentì il bisogno di appartarsi da una società in crisi, dove la giovinezza si perdeva nel vizio e lo smarrimento minacciava di travolgere ogni cosa. Fu attratto dalla vita contemplativa ed entrò nella Compagnia di Gesù nel periodo in cui la Chiesa si stava organizzando per controbbattere la Riforma Protestante. Chiese di essere mandato come missionario in Cina e partì per raggiungerla nel 1602. Dopo tre anni sbarcò a Macao e non potendo entrare in Cina, passò in Giappone, dove non ebbe una vita facile fin quando nel 1614 fu costretto ad abbandonarlo per fare ritorno a Macao (Cina). Trascorse lì altri sette anni; il suo desiderio era di poter tornare al suo posto di lavoro come missionario e, travestito da soldato riuscì, nel 1621, a sbarcare nell’isola di Ichitsuchi. Lì ebbe il tempo di scrivere e pare abbia composto 18 trattati per confutare le diverse Sette esistenti in Giappone e in Cina. Fu scoperto ed imprigionato nel 1622; a Firando nel settembre dello stesso anno, dopo un processo sommario fu condannato ad essere arso a fuoco lento. L’Oppedisano, nella sua “Cronistoria della Diocesi di Gerace”, lo ricorda con ammirazione e così descrive gli ultimi momenti della sua vita:”… la fiamma e il fumo lo tolsero dagli occhi dei riguardanti, ma non per questo cessò di farsi sentire:(…) fu veduto orare in divotissimo atteggiamento e con volto sereno ed immobile…”. Fu beatificato il 7 luglio 1867, legando il suo nome all’eroica grandezza delle opere e della virtù.

 

 

 

 

Bovalino Casa Beato Camillo Costanzo web

Casa del Beato Camillo Costanzo

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